Alexa e la casa domotica

E dopo aver provato i vari dispositivi Alexa (echo plus, echo dot e Echo spot) abbiamo deciso di provare anche l’ultimo arrivato Echo input.
Ma di cosa si tratta? E come funzionano? Beh ecco le nostre prime impressioni riguardo l’assistente vocale di Amazon. Abbiamo acquistato i primi tre Echo al day one complice anche un bello sconto. Il plus (quello a nostro avviso più interessante è uno speaker che integra oltre all’assistente anche un termometro e un hub Zigbee. Per chi non sapesse cos’è, Zigbee è una tecnologia che permette di connettere dispositivi che utilizzano tale standard. Per fare un esempio le lampadine della HUE (Philips) utilizzano tale tecnologia. L’altoparlante suona molto bene e i bassi sono molto ben presenti. Ci è piaciuto. Meno performante è il piccolino della famiglia. Echo dot secondo noi è adatto a ambienti piccoli o per fungere da aggiunta a altri dispositivi Echo. Molto più interessante invece lo Spot. Dotato di display LCD circolare ci ha meravigliato sia per la qualità sonora che per la particolarità di visualizzare oltre che all’orologio anche immagini relative alle interrogazioni su Alexa che altre utili informazioni. L’esempio più calzante secondo noi è la classica ricetta. Qui visualizzata nei vari step oltre che spiegata dall’assistente vocale.
E per ultimo la novità di questi giorni. L’Input, un piccolo dispositivo che integra solo i microfoni e il chip di Alexa. La “voce” è demandata a un dispositivo esterno già in vostro possesso. Necessita per forza o di uno speaker Bluetooth o di un sistema audio già funzionante.

Nel complesso Alexa ci è piaciuta molto ma a nostro parere è ancora un po’ acerba rispetto al concorrente Google. Discorso diverso per i dispositivi Echo molto più completi ed eterogenei rispetto ai soli due apparecchi distribuiti sul nostro territorio da Google.

GPG Autore

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